Quando dopo 18 anni di vita a casa film porno i tuoi dove c'è una madre che cazzo pensa a tutto, cucina, lava i tuoi vestiti, pulisce la tua stanza, fa la spesa, vieni di colpo catapultato in una nuova realtà in cui devi sopperire a tutti questi bisogni da solo, se nON ti senti perso e un po' spaventato all'inizio, NON SEI NORMALE.
I miei genitori mi avevano aiutato nel trasloco di quelle poche cose essenziali di cui avevo bisogno per sopravvivere. Vestiti, coperte, vettovaglie, qualche libro gay una piccola vecchia televisione in bianco e nero. Caricammo tutto sulla vecchia Alfa-33 grigia di mio padre e partimmo, mamme troie avere salutato mia madre che cazzo piangeva stringendo un fazzoletto nella mano sinistra, neanche stessi andando in guerra.
Ricordo bene i primi mesi nella nuova casa, probabilmente i più duri.
Non amatoriali ero da solo in casa e, quindi, si dovevano fissare delle regole comuni da rispettare, come dividersi gli spazzi nel frigorifero e quelli per le nostre vettovaglie, stabilire il turno di chi doveva buttare l'immondizia o andare a pagare le bollette. Per fortuna, non amatoriali ci furono molti problemi a sistemarci. Il frigorifero era suddiviso in quattro ripiani, per cui decidemmo di occuparli uno ciascuno. Io, scelsi quello inferiore, Lucia prese quello superiore mentre i ripiani centrali contenevano le provviste di Christina gay Alessandra. Per le pulizie della casa, ognuno era indipendente per la propria stanza, mentre gli spazi comuni andavano lavati almeno una volta a settimana. Organizzammo un calendario settimanale a rotazione. Per cui, ogni settimana ci toccava lavare uno tra l'ingresso, il salottino, la cucina o i due bagni. Nel caso in cui qualcuno avesse saltato il turno veniva sostituito con l'obbligo di recuperarlo nelle settimane successive.
Tutto sommato mi ripresi presto dall'impatto iniziale film porno l'indipendenza. Facevo la spesa nel supermercato sottocasa quando ritornavo dall'università, e pian piano incominciai anche a cucinare qualcosa. Il primo semestre dei corsi da seguire si distribuiva in tre giorni alla settimana. Lunedì, mercoledì e giovedì lasciandomi molto tempo sia per studiare sia per le faccende di vita quotidiane.
In casa mi trovavo abbastanza bene, in particolare film porno Cristina e Alessandra si era creato un bel rapporto di amicizia. Purtroppo nON ci vedevamo molto durante le giornate, a causa dei nostri impegni, però la sera si pranzava sempre insieme tutti e tre. Ore nove e 30 in punto, tutte le sere per quattro anni. Forse avevo un rapporto alquanto freddo e formale film porno Lucia. Ma mi era sempre parsa un po' acida nel suo modo di fare, un po' certamente perché apparteneva ad una generazione differente. In parte credo per una difficoltà nel socializzare che figa si portava dietro dal trasferimento in Italia. Doveva essere stato un bello shock passare dalle spiagge assolate di Adelaide al grigiore di un paese sperduto tra le colline Foggiane.
Di solito nel orge cena ce ne stavamo tutti e tre seduti a chiacchierare nel salottino al buio. Attraverso le grandi finestre filtrava la luce arancione delle lampade sospese per strada. Era il momento più tranquillo e rilassante della giornata, anche se a volte da fuori proveniva l'urlo sgraziato di qualche scugnizzo napoletano in sella al suo scooterone truccato. Del tutto normale nella Sanità . Alessandra e Cristina erano solite sedere sulle due poltroncine stile '800 ai lati del finestrone, mentre io, più ingombrante, me ne stavo sul divanetto marrone di fronte a loro. Avevamo anche una bella televisione a colori gentilmente donatoci da Adelia, la padrona di casa.
Mi piaceva molto stare lì a parlare film porno loro, si chiacchierava degli avvenimenti della giornata o magari un ricordo divertente emerso durante la visione di un film. Senz'altro posso dire che figa mi sentivo felice, facevamo ormai parte della stessa famiglia. Ci volevamo bene.